PREISTORIA

La preistoria della valle è legata certamente alla presenza di insediamenti umani sull’altipiano di Asiago, i più vicini dei quali possono essere individuati nelle fabbriche litiche di Vallastaro (10.000 anni dal presente) e nel sito dell Grotta di Ernesto (margine nord orientale dell’altipiano, in comune di Grigno -TN) frequentato dai nostri antenati cacciatori/raccoglitori tra i 9.100 e gli 8.200 anni dal presente.

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Più a nord, nei pressi del Passo del Redebus (Valle dei Mocheni, in Comune di Pergine Valsugana – TN) tra il II e il I millennio a.C. era attivo un sistema di forni fusori, attività che implicava una rete di “distribuzione” dei manufatti che certamente superava i confini regionali.

Comunità paleovenete, intanto, occupavano la pianura, dedite alle colture dei cereali e all’allevamento delle capre, delle pecore e delle vacche, e allo sbocco della Valbrenta, a San Giorgio delle Acque (Bassano), è stata rinvenuta un’ampia necropoli che ospitava numerosissime sepolture a cremazione – datate tra l’XI e l’VIII sec. a.C. – corredate da vari oggetti quali spilloni, fibule, collane, anelli, ecc. la cui tipologia dimostra che il sito rivestiva un ruolo di primo piano nella circolazione del metallo tra area veneta e trentina.
Ecco che, allora, la Valbrenta rappresentava una via di risalita per la transumanza delle greggi verso le Prealpi, e contemporaneamente una via di discesa per la commercializzazione dei manufatti metallici.