SVILUPPO

Lo sviluppo storico della valle avviene in coincidenza della fondazione del monastero della Santa Croce di Campese (Bassano), fondato tra il 1124 e il 1133 da Ponzio, abate di Cluny, di ritorno dalla Terra Santa, ed il legame con il potente casato degli Ezzelini da Romano.

sviluppo-1-01

La presenza benedettina e il potere della nobile famiglia fecero da volano alla colonizzazione del territorio.
Prima di essa si conoscono alcuni insediamenti difensivi di epoca romana e lo sviluppo dell’epoca longobarda, la più spettacolare testimonianza del quale sembra essere il Covolo di Butistone, una fortificazione che sfrutta un grande anfratto naturale a una cinquantina di metri di altezza dal fondovalle tra Cismon e Primolano. La fortezza venne poi utilizzata in epoca carolingia.

Altro impulso notevolissimo venne dato alla Valbrenta dalla Repubblica di Venezia che si approvvigionava di legname per il proprio arsenale navale attingendolo dai boschi dell’altipiano di Asiago e del Primiero, sfruttando le acque del Brenta e del Cismon per il trasporto delle carghe fino alla laguna.

Valstagna, il capoluogo delle valle, deve la sua importanza proprio a questo traffico commerciale proveniente dalla Val Franzela attraverso la Calà del Sasso, una mulattiera appositamente costruita alla fine del XIV secolo.
Della Repubblica lagunare la Valbrenta segue le sorti, guerreggiando contro Francesi, Spagnoli, Svizzeri e Tedeschi, ricevendone in cambio privilegi amministrativi.

Quindi arriva Napoleone (1796) che pone fine alla potenza dei Dogi (1797), e la valle perde ogni privilegio. Così, per sottrarsi ai Francesi, si dà all’Austria sperando in miglior sorte. Inizia invece un continuo e conflittuale andare e venire di Francesi ed Austriaci, fino al 1866 – quando viene annessa all’Italia – e poi alla Grande Guerra, a cui la valle versa pesantissimi tributi in vite umane, oltre che in devastazioni.